I manifesti fanno parte della nostra cultura generale, ci sono familiari soprattutto per gli esempi che arrivano dalla storia come la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America o il manifesto del Futurismo, per citare alcuni tra i più noti. Nato da movimenti artistici e politici, usato addirittura per dar vita a nuove nazioni, il manifesto era ed é ancora oggi una “dichiarazione pubblica dei principi e delle intenzioni di un movimento o di una organizzazione”: un elenco di principi fondanti in cui si crede, quelli per cui quel movimento o quella organizzazione esistono e sono unici nel migliorare la realtà che li circonda e, per questo, credibili.
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Oggi il brand manifesto racconta perché esiste un brand, racconta quello che fai e in cosa credi, parla al cuore delle persone rispondendo anzitutto ai criteri di autenticità ed empatia che aiutano le persone a connettersi con la parte più intima del brand, quella che parla ai potenziali clienti di oggi, i millenials.
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Il brand manifesto serve a “segnare le linee guida di tutte le azioni aziendali, dei rapporti con i dipendenti, i clienti, i collaboratori, i fornitori in tutte le fasi della,sua attività”; deve essere coerente con quello che fai, o dichiari di voler fare e deve usare il tono di voce che caratterizza te e la tua comunicazione; in sostanza serve a creare cultura intorno al proprio business.
 
Perchè il manifesto funzioni deve essere autenticamente tuo; deve essere creativo per incuriosire e attrarre ma estremamente chiaro, quindi con un linguaggio semplice e affilato; infine deve essere sufficientemente breve: una decina di punti che possano emozionare e ingaggiare i tuoi stakeholder.
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Il manifesto fa parte di un percorso di analisi e (ri)definizione del branding, in cui sono già chiari i punti di forza e i punti deboli, con chi vuoi lavorare, su cosa e come vuoi farlo, in sostanza, quale visione hai del mondo e quale punto di cambiamento la tua presenza vuole essere, in base a ciò in cui credi e a ciò che per te é importante.
 
 

Camilla Ornaghi e Luca Ornaghi