Formazione. La forza della metodologia Lego® Serious Play® per affrontare le nuove sfide aziendali


Photo by Bonneval Sebastien on Unsplash


I primi dati che il Cegos Observatory Barometer 2020 –survey annuale realizzata dal Gruppo Cegos- ha pubblicato in merito ai cambiamenti che riguardano la formazione, risultano determinati soprattutto della Digital transformation e della crisi legata al covid-19 e rivelano sostanzialmente due ambiti di impatto:

· 3 lavoratori italiani su 4 subiranno cambiamenti importanti nel contenuto specifico del loro lavoro

· le soft skill, di cui tanto si è parlato in questi ultimi anni, sono diventate abilità da cui non si può prescindere nel presente e altrettanto indispensabili nel futuro.


Se da una parte gli hr manager (90%) ritengono che per affrontare i cambiamenti generati dalla trasformazione digitale occorra investire nello sviluppo delle competenze, dall’altra i dipendenti, altrettanto consapevoli di questi cambiamenti, si dichiarano pronti a seguire percorsi formativi, anche autonomamente, per andare incontro al nuovo panorama che va delineandosi.



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Gli hr hanno sostanzialmente individuato tre aree di competenza che meno di un terzo dei dipendenti possiedono ma che ritengono essere essenziali per affrontare le nuove sfide aziendali: capacità di adattamento, comunicazione digitale, remote management.

Oltre a ciò, hanno dichiarato che ritengono fondamentali tre condizioni affinché la formazione stimoli il coinvolgimento dei lavoratori e raggiunga una maggiore efficacia: facilità di accesso ai contenuti, simulazioni di situazioni lavorative e aspetto ludico interattivo.


Vogliamo soffermarci sull’aspetto ludico interattivo e sulle sue potenzialità.

Generalmente parlando, gioco e lavoro sono considerati ambiti da tener separati: dove si gioca non si lavora seriamente e, dopo una certa età, il gioco distrae dall’apprendimento.


In realtà, se anche solo pensassimo a quando giocavamo con i nostri amici quando eravamo bambini, dovremmo ammettere che è stata un’importante esperienza di conoscenza poiché ci ha costretto ad avere a che fare con dinamiche che ci si presentavano in modo imprevedibile, alle volte ambigue e “rischiose”. Ci siamo trovati a dover affrontare emergenze, perché le cose non andavano come avevamo previsto e, proprio per questo, abbiamo trovato soluzioni che non avremmo mai immaginato e abbiamo disegnato opportunità che non saremmo stati in grado di prevedere (adesso la chiameremmo serendipity).

Insomma, creatività e immaginazione la facevano da padrone.



Photo by Branko Stancevic on Unsplash


Chi in questo momento può negare che l’environment in cui si trova la propria organizzazione abbia queste stesse caratteristiche?

Chi negherebbe che creatività e immaginazione siano le abilità di cui abbiamo bisogno ora?

Se non abbiamo la possibilità di immaginare cose nuove, ci adagiamo sul ‘già saputo’ e, inevitabilmente ripercorriamo e riproponiamo soluzioni note.


Tra i giochi seri, uno strumento particolarmente “potente” è la metodologia Lego® Serious Play® che, chiedendo alle persone prima di costruire oggetti fisici e poi di realizzare la rappresentazione fisica di un concetto astratto anche molto complesso, attiva zone del cervello che non sono normalmente attivate durante una conversazione tradizionale.


E’ un metodo che permette di applicare il gioco a diversi ambiti: strategia, leadership, comportamento organizzativo; la comprensione delle regole del gioco hanno a che fare con apprendimento e sviluppo di chi vi partecipa e le metafore ricoprono un ruolo fondamentale nella creazione di conoscenza.


Il gioco con Lego® Serious Play® può aiutarci a “spostare” il nostro pensiero e a riformulare sfide complesse per prendere decisioni migliori. (Per Kristiansen)



Photo by Bonneval Sebastien on Unsplash


E’ una metodologia rigorosa - che prevede necessariamente la guida di un facilitatore certificato -e, al contempo, caratterizzata da una grande potenza espressiva; è estremamente duttile e, per questo, si presta ad essere utilizzata in molti ambiti - dal business alla scuola, dal team building al disegno di organizzazioni -. Può portare a grandi risultati nel “fare innovazione di prodotto e di processo, identificare le funzionalità di un sistema e di un’applicazione, definire nuove organizzazioni e organigrammi, trovare il modo migliore per posizionare un prodotto o servizio su mercato e per individuare nuove idee di business” e nella preparazione dei manager del futuro (Massimo Canducci).


Alcuni esempi? Partendo dalla mission aziendale si può lavorare sulle possibili azioni innovative; ci sono startup che hanno definito il proprio business model canvas anche attraverso la metodologia LSP; sono stati usati per lavorare su salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro e rischi correlati; a scuola sono stati organizzati workshop con obiettivi didattici e formativi legati all’alternanza scuola lavoro.



Photo by Amélie Mourichon on Unsplash


Paola Santoro la considera una metodologia di facilitazione che, caratterizzata da un forte potenziale di engagement, aiuta le persone a co-costruire una strategia d’azione in tempo reale, lavorando insieme in modo efficace, soddisfacente e produttivo. I mattoncini sollecitato e coinvolgono tutte le dimensioni della persona (ragione, emozione, istinto); la loro facilità d’uso favorisce il naturale desiderio che ciascuno ha di scoprire e usare le competenze di cui si è dotati per affrontare le sfide del nostro presente: problem solving, resilienza, collaborazione e comunicazione.


La metodologia L®SP® permette una formazione che stimola la riflessione anche attraverso le emozioni e, quanto più questo accade, tanto più diventa efficace nel raggiungimento dello scopo perché ci “strappa” dai nostri preconcetti e dalle nostre abitudini, consentendoci di “rappresentare” e formulare pensieri che non sapevamo di avere.


a cura di Camilla Ornaghi e Luca Ornaghi



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