Leadership in this time of crisis

Si parla di ripartenza e di riapertura, ma come?

Occorre identificare e far ripartire i settori più idonei, garantendo le misure di sicurezza necessarie alla protezione delle persone; si dovranno modificare o adattare gli spazi delle aziende e, dove possibile, passare dall'odierno remote working al vero #smartworking.

Ma c’è un fattore, come la parte sommersa dell’iceberg senza la quale non potrebbe galleggiare, da non trascurare.

Voglio raccontarvi quanto è accaduto in un’azienda, certamente non l’unica; ma prima voglio raccontarvi anche una teoria formulata da Josh Bersin, un Global Indusrty Analyst noto in tutto il mondo e fondatore della Josh Bersin Academy, leader nell'elaborazione e declinazione di programmi basati sulla ricerca in ambito risorse umane (HR), talento e apprendimento.

Nell’articolo di Bersin intitolato PEOPLE FIRST, ECONOMICS SECOND leggo che:

1. Nei momenti di crisi, le aziende devono anzitutto occuparsi delle persone che lavorano per loro, creando un senso di fiducia, responsabilità condivisa e sicurezza: se ti concentri sulle persone in modo competente, etico e ascolti i loro bisogni, potrai condurli alla fiducia, al lavoro di team e alla resilienza.


2. 2020 Edelman Trust Barometer dice che la fiducia è basata su tre cose:

  • competenza (far bene le cose)

  • etica (vivere secondo un sistema di valori etici)

  • voce (dare alle persone la possibilità di parlare)


3. Amy Edmondson di Harvard ha dimostrato che le aziende che promuovono sicurezza, etica e voce raggiungono enormi risultati di business con la ripresa dopo una crisi.

Molteplici in queste settimane gli esempi di aziende che si sono prese cura dei loro dipendenti; tra queste certamente Rigoni di Asiago, Giovanni Rana, Snam e …

Quello in cui mi imbatto ci racconta qualcosa in più.

Paolo è l’amministratore delegato di una società di Milano che fa manutenzione di apparecchiature elettromedicali, quelle che vengono usate negli ospedali, quindi anche per gli ammalati di coronavirus. I tecnici dell’azienda non smettono di lavorare per dare la possibilità alle strutture sanitarie di poter continuare a funzionare adeguatamente.

Paolo decide di dar vita a una chat di WhatsApp con tutti i dipendenti per poter comunicare loro velocemente tutte le informazioni tecniche e le profilassi da seguire per lavorare in sicurezza, ma anche per creare un luogo in cui dar voce alle loro domande e preoccupazioni, come “un padre di famiglia che ha a cuore il bene dei suoi figli”.

Qualche tempo dopo un incaricato della Regione Lombardia chiede a Paolo di collaudare tutte le apparecchiature medicali per l’apertura del nuovo ospedale alla Fiera di Milano. Paolo pensa ai suoi tecnici che già lavorano 12 ore al giorno, che sarebbero esposti a ulteriori rischi e vorrebbe dire di no, ma si ferma e scrive sulla chat chiedendo direttamente a loro. In pochissimi secondi riceve la libera disponibilità di tutti, con grande entusiasmo da parte dei giovani: il primo weekend lavorano in 12.

Non è finita. Qualche giorno più tardi Paolo riceve un messaggio sulla chat in cui un tecnico che sta lavorando in Fiera scrive: “vorrei che le giornate di ieri e oggi non mi fossero pagate. E’ possibile? Questo lavoro è un aiuto per le persone malate e per le strutture in difficoltà”. Paolo gli propone di prendere i soldi e di decidere personalmente a chi darli, ma lui risponde. “No. Davvero. Eventualmente li userai tu per beneficenza o per qualcos'altro di utile”.

Ora, l’azienda di Paolo non ha il problema di ripartire perché non si è mai fermata, ma mi chiedo cosa sia successo tra Paolo e ai suoi tecnici.

Partecipo a un webinar organizzato da WOBI - per questo si trovano nel web col nome di WOBInar - in cui chiedono a Tom Peters, business author and speaker della Tom Peters Company, considerato uno dei più influenti management thinker di tutti i tempi, cosa sia la leadership in tempo di crisi. Risponde: “i grandi leader sono all'altezza della situazione quando trattano bene i loro dipendenti. Non si tratta di prendere grandi decisioni ora. Si tratta di prendersi cura dei vostri team e di farli sentire sicuri e a proprio agio”, mettendo la loro salute e quella dei loro familiari al primo posto perché se saranno trattati in questo modo, “i vostri dipendenti dedicheranno il tempo e il lavoro che sono necessari per uscire dalla situazione attuale … la chiave è cercare di mantenersi calmi e, prima di prendere decisioni, parlare con le persone”.

Paolo, i suoi tecnici e una chat di WhatsApp: People First, Economics Second.


Camilla Ornaghi

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