T-Shaped People, a certain kind of talent


Le T-shaped skills descrivono le caratteristiche specifiche delle persone “considerate di valore”. La barra verticale indica conoscenze e abilità eccellenti in aree specifiche, o meglio, è rappresentativa delle capacità e delle competenze uniche di un individuo e di quanto siano profonde le conoscenze in relazione a tali abilità e competenze. La barra orizzontale, invece si riferisce alla buona capacità di una persona di usare tali competenze e abilità per collaborare con altri individui in diverse aree di expertise, in aggiunta alla volontà di condividere la conoscenza guadagnata attraverso queste collaborazioni. Si dice che una persona è T-shaped quando è dotata delle T-shaped skills: è una metafora, oggi molto usata dai job recruiters o dalle società quando vogliono selezione lavoratori ‘forti’, da introdurre all'interno delle loro organizzazioni.

Dal punto di vista storico, il primo riferimento al termine T-shaped compare negli anni ’80 in alcuni documenti della McKinsey & Company, viene poi ufficialmente introdotto da David Guest nel 1991, infine reso popolare da Tim Brown, CEO della IDEO, una società leader mondiale di design con sedi, tra le altre, a Palo Alto, San Francisco, Londra, Boston e Shanghai, nota per il suo innovativo metodo di lavoro basato su una intensa interdisciplinarità nel project work.

Photo by Per Lööv on Unsplash


Il punto di vista di Tim Brown risulta essere di estrema attualità e utilità in questa fase post pandemica. In un’intervista di qualche anno fa, all'interno della quale descrive le caratteristiche delle persone che assume nella sua organizzazione, Tim Brown sostiene che la barra orizzontale della T ha due diversi aspetti legati all'empatia: da una parte, la capacità di immaginare il problema da un’altra prospettiva, mettendosi cioè nei panni degli altri; dall'altra, un così grande entusiasmo per le discipline in cui altri sono esperti, da poter pensare di iniziare a praticarle. Un esempio? Nelle sessioni di brainstorming i migliori collaboratori costruiscono a partire dalle idee degli altri: se si lancia un’idea le persone non devono tirarne fuori altre che immediatamente entrino in competizione con la prima ma dovranno costruire su quest’ultima. Questo implica ascolto attivo, che è una forma di empatia.

Spesso le aziende hanno molte persone con competenze diverse; il problema sorge quando devono lavorare insieme sullo stesso problema perché, se sono I-shaped, difficilmente riescono a collaborare e ciò che normalmente succede è che ciascuno esprima il punto di vista della propria disciplina per poi passare a una negoziazione alla fine della quale, al massimo, si arriva ad accordarsi sul minimo comune denominatore tra i diversi punti di vista che sono sul tavolo.

Una possibilità può essere quella di far lavorare insieme queste persone con l’ausilio di facilitatori professionali, ossia persone molto abili a tessere una conversazione tra individui senza necessariamente contribuirvi. Ma se in azienda ci sono persone T-shaped non occorrono ulteriori facilitatori perché tutti possono esserlo.

Ugualmente problematica si presenta la situazione di aziende in cui ci sono molte persone Dash-shaped o Crossbar-shaped, quindi collaborative, ma senza reali skills con cui contribuire a realizzare le cose perché sono ‘vuote di esperienza’ e, non solo non si guadagnano il rispetto del gruppo, ma generalmente non sono nemmeno in grado di portare a termine compiti e progetti o raggiungere obiettivi assegnati, nei tempi stabiliti e concordati.

Cosa cercare allora nei processi di recruiting?

Photo by Noah Näf on Unsplash


I neolaureati spesso sono fondamentalmente persone I-shaped, perciò la sfida per chi cerca persone che abbiano la possibilità di collaborare è quella di individuare soggetti in cui vi è un potenziale T-shaped nascente. Questo non si evince dai loro curricula, ma soprattutto da come parlano delle persone con cui hanno collaborato. Infatti, se alle domande riguardo ai progetti che hanno fatto rispondono solo raccontando ciò che loro stessi hanno fatto, è un problema; mentre se parlano di come le altre persone li hanno aiutati a realizzare ciò che hanno fatto, siamo sulla buona strada perché questo è un indizio di empatia, capacità di collaborazione e interesse nel lavorare con gli altri.

Ovviamente un altro elemento importante da individuare è l’esperienza di lavoro di team project, anche effettuata nel corso degli anni scolatici.

Va da sé che assumere persone T-shaped è più difficile che assumere persone I-shaped, quindi sono necessarie più occasioni di contatto e diventano di cruciale importanza gli intern program.

Il modello T-shaped risulta essere oggetto di rinnovato interesse in questo momento di crisi perché è utile non solo in fase di reclutamento, ma anche all'interno dei percorsi di

carriera “in termini di direzionamento degli obiettivi di crescita e allineamento tra Aziende e persone.


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Questo framework permette di rispondere a tre domande:

1. Quale sarà il prossimo step di carriera connesso alla propria figura professionale?

2. Che tipo di competenze saranno richieste al professionista?

3. Come strutturare un piano di sviluppo e formazione a favore di una tangibile crescita delle competenze (hard e soft skills)?”

In realtà, partendo dalle T-shaped, si sono poi definiti ulteriori profili.

Generalista: intercambiabile nei compiti all’interno del gruppo

Esperto: profondo grado di specializzazione in un determinato settore

T-shaped: più flessibile e capace di lavorare in team, adatto per la logica della Staff Liquidity

M-shaped: sono figure “multipotenziali” e cross-funzionali all’interno del middle management

X-Shaped: doti di leadership nel proprio settore, manager o leader capaci di mettere in atto le strategie pianificate; la lettera ‘X’ suggerisce la capacità di muoversi tra le linee organizzative

P-shaped: solida base generalista unita a una o più specializzazioni, mindset intuitivo e circolare che mette in condizioni di dialogare con esperti di settori molto diversi tra loro

Nel corso del tempo il modello è stato arricchito con altri sottogruppi di abilità come ad esempio:

Pi-shaped: un’ampia base generalista e due aree di expertise

Comb-shaped: un’ampia area generalista con più aree di expertise


E’ certamente possibile un’evoluzione di professionalità che conduca da I-shaped a T-shaped, per poi passare a M-shaped fino a X-shaped, allenando la curiosità, sviluppando un mindset lavorativo agile, in un’ottica di continuous learning, per poi specializzarsi in più discipline e, infine dedicandosi allo sviluppo di strategie e persone forti della consapevolezza del proprio potenziale e stile di leadership.

Un’evoluzione basata sulla resilienza o su altro?

Photo by Erico Marcelino on Unsplash


Secondo Camillo Sperzagni in questo periodo abbiamo parlato molto di resilienza, cioè della “capacità di sopravvivere a traumi, crisi e rovesci senza soccombere e anzi reagendo con spirito di adattamento riprendendo il cammino interrotto” (Trabucchi,2007). “Ma Resilienza significa semplicemente un ripristino omeostatico dell’equilibrio di un sistema, promette di restare fondamentalmente ciò che si è, skillati e irrobustiti dalle prove superate; invece exaptation porta un vantaggio che prima non c’era grazie alla riconfigurazione generale del sistema in cui la strategia è basata sull'innovazione e sul cambiamento organizzativo. Tutta la storia dell’evoluzione sul nostro pianeta nasce proprio dall'attitudine di certi sistemi – gli altri si sono estinti – di utilizzare le crisi e le difficoltà per divenire più capaci di utilizzare i cambiamenti a proprio favore anziché limitarsi a ricominciare da capo (Holland, 2006)”.

Image by William Justen de Vasconcellos, from Unsplash.com


Quanto descritto nel modello T-shaped e nel relativo possibile percorso professionale certamente rimanda al concetto, più che di resilienza, di ‘Exaptation’ che in italiano è tradotto come pre-adattamento ma che, in realtà, dovrebbe essere tradotto con un neologismo di recente introduzione: pre-adattamento, cioè la straordinaria capacità dei sistemi complessi di giocare in anticipo, combinando in modo innovativo risorse o caratteristiche già presenti per assicurarsi vantaggi competitivi, di usare in modo nuovo ed evolutivo risorse concepite originariamente per tutt'altri scopi.

Camilla Ornaghi e Luca Ornaghi


#orbitarchitettura #T-shaped #recruiting #pre-adattamento

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